Stripe e fatturazione elettronica SdI: la fattura che parte da ogni incasso
Stripe incassa ma non manda la fattura elettronica allo SdI. Come collegarlo alla fatturazione per abbonamenti, negozi online e link di pagamento, senza ricopiare i pagamenti a mano.
- Cliente
- Azienda italiana
- Partita IVA
- Formato e carattere di controllo corretti
- Codice SdI
- 7 caratteri, indicati dal cliente
- PEC
- Facoltativa, c'è già il codice
- Fattura
- Richiesta
Tra Stripe e lo SdI serve un passaggio: un'app del marketplace di Stripe o un collegamento su misura, che riceve la notizia del pagamento, prepara l'XML con i dati fiscali del cliente e lo passa a un intermediario. Codice fiscale o partita IVA, e codice destinatario o PEC, vanno chiesti prima del pagamento. I rimborsi diventano note di credito.
Chi incassa con Stripe di solito se ne accorge alla fine del primo mese: i pagamenti ci sono, le fatture no. Qualcuno copia nome, importo e partita IVA dalla Dashboard al programma di fatturazione, una fattura alla volta.
Con venti vendite al mese si fa. Con duecento abbonamenti che si rinnovano da soli, il lavoro cresce insieme ai clienti, e gli errori pure.
Perché Stripe da solo non basta per la fattura elettronica in Italia
In Italia, tra soggetti residenti o stabiliti, le fatture si emettono di regola in formato elettronico e passano dal Sistema di Interscambio (SdI), nel tracciato XML FatturaPA.
Stripe Invoicing crea fatture e ne passa i dati ad altri programmi ma, come scrive la stessa Stripe nella documentazione sulla fatturazione elettronica, non genera né trasmette da solo file validi per gli obblighi di fatturazione elettronica. Indica due strade: un'app del suo marketplace o un collegamento automatico verso un fornitore di fatturazione elettronica.
Poi ci sono i tempi. Una prestazione di servizi, come un abbonamento, si considera effettuata al pagamento; anche per i beni pagati prima della spedizione l'operazione si considera effettuata alla data del pagamento, per l'importo pagato. Da lì la fattura immediata va emessa entro 12 giorni: con Stripe, quindi, il conto parte quasi sempre dall'incasso.
Oggi queste regole stanno negli articoli 6 e 21 del DPR 633/1972; dal 1° gennaio 2027 passano, con lo stesso contenuto, negli articoli 24 e 72 del testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026).
Come collegare Stripe allo SdI
Per collegare Stripe allo SdI ci sono tre strade, che cambiano chi prepara la fattura, dove restano i dati e quanto puoi adattare le regole.
| Soluzione | Come funziona | Quando conviene |
|---|---|---|
| App del marketplace di Stripe | L'app legge fatture o pagamenti su Stripe e li trasmette allo SdI | Incassi solo con Stripe e regole semplici. Verifica che copra privati, esteri e rimborsi |
| Programma di fatturazione con API | Un collegamento riceve l'avviso di pagamento e crea la fattura nel programma che usi già, che la invia allo SdI | Il commercialista lavora già su quel programma |
| Collegamento con il gestionale | Il gestionale riceve l'evento, calcola la fattura con i suoi dati e la passa a un intermediario SdI | Più canali di incasso, regole tue, clienti già in anagrafica |
Programmi come Fatture in Cloud, con le sue API pubbliche, o la fatturazione elettronica di Aruba, con le API per l'invio allo SdI, si prestano alla seconda strada. Se hai solo Stripe, poche regole e un'app del marketplace fa quello che ti serve, parti da lì.
Come funziona la fatturazione automatica con Stripe, passo per passo
Il flusso parte dall'incasso confermato, non dal clic sul pulsante. Un esempio di fatture ricorrenti, per un abbonamento mensile venduto con Stripe Checkout:
- Il cliente compila i dati fiscali sul tuo sito e paga. I rinnovi successivi li addebita Stripe Billing.
- A ogni pagamento riuscito, il primo compreso, Stripe avvisa il tuo sistema, che controlla che l'avviso venga davvero da Stripe e scarta quello che non torna.
- Per ogni pagamento parte una sola fattura, anche se lo stesso avviso arriva due volte o fuori ordine.
- La fattura si compone con i dati del cliente, l'aliquota IVA, la numerazione e il riferimento al pagamento, e va all'intermediario che la trasmette allo SdI.
- Torna l'esito. Uno scarto apre una segnalazione per chi deve correggere; altrimenti la fattura è emessa, e al cliente arriva la sua copia.
| Documento | Importo | Esito |
|---|---|---|
| FT 2026/412 | € 49,00 | Consegnata |
| FT 2026/412 | € 49,00 | Già emessa |
| FT 2026/413 | € 180,00 | Scartata |
| NC 2026/14 | − € 49,00 | TD04 inviata |
Se il tuo server non risponde, Stripe riprova per un massimo di tre giorni, come spiega la guida di Stripe ai webhook. In più mettiamo un controllo notturno: ogni pagamento riuscito del giorno deve avere la sua fattura.
Chi preferisce guardare prima di inviare può tenere le fatture in bozza e approvarle in blocco, come descritto nella pagina su fatturazione elettronica e incassi.
Per il vostro tecnicoEventi, firma dei webhook, doppioni
Gli eventi da ascoltare con i webhook sono invoice.paid, a ogni pagamento di un abbonamento compreso il primo, e checkout.session.completed per un acquisto singolo, se la sessione risulta pagata. I rimborsi, anche parziali, arrivano con charge.refunded. Il collegamento verifica la firma di ogni webhook e scarta quelli che non tornano.
Stripe può consegnare lo stesso evento più di una volta e non ne garantisce l'ordine: il sistema registra l'identificativo dell'evento e del pagamento, e l'emissione è idempotente, una fattura per pagamento.
Verso lo SdI il collegamento parla con le API dell'intermediario o del programma di fatturazione, e legge gli esiti (consegna, scarto) per aggiornare lo stato della fattura.
Quali dati chiedere al cliente prima del pagamento
Stripe Checkout può raccogliere nome, email e indirizzo di fatturazione, e per le aziende la partita IVA europea. Durante il pagamento ne controlla solo il formato, e la raccolta degli identificativi fiscali vale solo per quelli delle imprese. Mancano codice fiscale, codice destinatario e PEC.
I campi personalizzati sono al massimo tre, e Stripe chiede di non usarli per dati personali: la soluzione più pulita è un breve modulo sul tuo sito prima del pagamento, collegato alla sessione di Checkout.
| Cliente | Dati per la fattura | Recapito allo SdI |
|---|---|---|
| Privato residente in Italia | Nome, cognome, indirizzo, codice fiscale | Codice destinatario 0000000; la fattura è nella sua area riservata dell'Agenzia delle Entrate e tu gli dai una copia |
| Azienda o professionista italiano | Ragione sociale, sede, partita IVA, codice fiscale se diverso | Codice destinatario di 7 caratteri, oppure la PEC, oppure 0000000 se non li conosci |
| Cliente estero | Nome o ragione sociale, indirizzo, identificativo IVA se è un'impresa | Codice XXXXXXX: lo SdI riceve i dati, al cliente la fattura la mandi tu |
I codici destinatario vengono dalle specifiche tecniche del formato FatturaPA. Nel modulo conviene controllare subito il carattere di controllo di codice fiscale e partita IVA: una fattura con i dati sbagliati la scopri solo quando torna scartata.
Il VIES vale per le partite IVA europee; una italiana può essere valida e non comparirci, perché l'iscrizione è a richiesta di chi fa operazioni intracomunitarie (Agenzia delle Entrate).
Privati e aziende: quando la fattura è obbligatoria
Con un'azienda la fattura elettronica serve sempre. Con un privato dipende da cosa vendi: per alcune attività elencate nell'articolo 22 del DPR 633/1972 (dal 2027 articolo 81 del testo unico), tra cui il commercio al minuto, le vendite per corrispondenza e i servizi elettronici resi ai privati, è obbligatoria solo se il cliente la chiede entro il momento dell'operazione. Negli altri casi va emessa anche al privato, con il suo codice fiscale.
Nel flusso basta una casella nel modulo, "Voglio la fattura", e una regola: se il cliente è un'azienda o l'ha chiesta, la fattura parte; altrimenti il pagamento finisce nell'elenco degli incassi senza fattura, da registrare come indica il commercialista.
Rimborsi, contestazioni e addebiti non riusciti
Un rimborso fatto da Stripe su un pagamento già fatturato diventa una nota di credito, un documento di tipo TD04 collegato alla fattura originale, che il flusso prepara quando arriva l'evento di rimborso, anche parziale.
Se i rimborsi arrivano mesi dopo la vendita, chiedi al commercialista come trattarli: quando la variazione nasce da un nuovo accordo tra le parti, per esempio, la nota di credito che recupera l'IVA si può emettere solo entro un anno dall'operazione (articolo 26 del DPR 633/1972).
Una contestazione con la carta (chargeback) non è un rimborso: il sistema la segnala e aspetta l'esito prima di toccare la fattura. Un rinnovo non pagato non produce fattura, perché nel flusso la fattura parte solo a incasso avvenuto: su Stripe il rinnovo resta aperto e Stripe lo ritenta da solo.
Il sollecito parte solo per quelli ancora non pagati dopo i tentativi, così nessuno lo riceve per un pagamento già passato; sequenza e testi sono nella guida ai solleciti di pagamento.
Per i canoni tra aziende l'addebito diretto SEPA è spesso più comodo della carta: il mandato si firma una volta e l'IBAN non scade. Stripe usa solo lo schema Core, e la maggior parte dei rifiuti arriva entro 6 giorni lavorativi: solo dopo il pagamento si segna come incassato (documentazione di Stripe sul SEPA). Schema B2B, rimborsi e insoluti sono nella guida all'addebito diretto SEPA.
Le commissioni di Stripe e l'autofattura TD17
Le commissioni di Stripe non arrivano da un fornitore italiano: per i clienti dello Spazio economico europeo il contratto è con Stripe Payments Europe, Limited (accordo di servizio di Stripe), società irlandese secondo il centro privacy di Stripe.
Per i servizi acquistati da un fornitore estero il tracciato prevede il tipo documento TD17, "integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero", e i dati vanno trasmessi allo SdI entro il 15 del mese successivo a quello in cui ricevi il documento o in cui l'operazione è effettuata. Oggi la regola sta nell'articolo 1 del D.Lgs. 127/2015; dal 2027 nell'articolo 77 del testo unico IVA.
Quale natura IVA indicare non lo decidiamo noi. La legge IVA elenca tra le operazioni esenti quelle relative ai pagamenti (articolo 10 del DPR 633/1972); se le commissioni di Stripe rientrino lì lo stabilisce il tuo commercialista. Il sistema fa la parte ripetitiva: legge ogni mese le commissioni dal report di Stripe, prepara il documento e lo trasmette dopo la sua approvazione.
Riconciliare i payout di Stripe con le fatture
Sul conto in banca non arrivano i singoli pagamenti, ma un versamento di Stripe (payout) che raccoglie un gruppo di incassi, già al netto di commissioni e rimborsi: un movimento, per esempio, di 1.842,60 euro che corrisponde a decine di fatture.
Il report di riconciliazione dei payout, disponibile con i versamenti automatici, elenca per ogni payout le transazioni che contiene, con lordo, commissione e netto. Il collegamento lo legge e abbina, come in una riconciliazione bancaria automatica: fatture incassate per il lordo, commissioni tra i costi, versamento che quadra con il netto.
- Incassi
- € 1.960,00 lordi, 38 fatture
- Commissioni
- − € 68,40, tra i costi
- Rimborsi
- − € 49,00, nota di credito collegata
- Sul conto
- € 1.842,60, uguale al netto
Quello che non quadra va a una persona. È un lavoro di integrazione tra software.
Shopify, Amazon e PayPal: stesso schema, altri eventi
La fatturazione automatica per Shopify, per i venditori Amazon o per i pagamenti PayPal segue lo stesso schema: un evento dice che l'ordine è pagato, il sistema prepara la fattura, l'intermediario la manda allo SdI. Prima verifica che nessun'altra app emetta già documenti per gli stessi ordini, o avrai fatture doppie. In un negozio online la fattura si progetta insieme a magazzino, spedizioni e resi: vedi la guida su come integrare e-commerce e gestionale.
Un'esperienza del nostro gruppo
Per un network di imprenditori organizzato in più gruppi locali abbiamo costruito un portale per pagare rinnovi e iscrizioni con tre canali: pagamento online con Stripe Checkout, PayPal con le notifiche di pagamento verificate e bonifico. Il server calcola da solo l'eventuale penale dalla scadenza in anagrafica.
Il bonifico si riconcilia in amministrazione, e la riconciliazione estende la scadenza del membro o lo crea in anagrafica.
Da dove partire
Prima del codice vengono tre decisioni: quali canali di incasso far confluire, quali regole fiscali applicare (con il commercialista) e quale delle tre architetture usare. Poi si prova tutto nell'ambiente di test di Stripe con i casi scomodi, come un rimborso parziale o un rinnovo rifiutato, e il primo mese le fatture restano in bozza.
Se scegli la strada su misura, il collegamento lo costruiamo noi; come pagarlo, a corpo, a canone o con una formula mista, si decide insieme dopo l'analisi (le trovi in formule e costi). Le commissioni di Stripe restano a parte; chi paga l'intermediario SdI lo dice la proposta.
Domande frequenti
Stripe può mandare da solo le fatture elettroniche allo SdI?
No. Stripe registra pagamenti e fatture e ne comunica i dati con API e webhook, ma per sua stessa documentazione non genera né trasmette file validi per lo SdI. Serve un'app del marketplace di Stripe che trasmetta allo SdI, oppure un collegamento verso un intermediario o un programma di fatturazione che trasmette allo SdI.
Devo cambiare programma di fatturazione per collegarlo a Stripe?
Di solito no. Se il programma che usi, come Fatture in Cloud o Aruba, ha delle API, il collegamento crea le fatture lì e il commercialista le trova dove le cerca oggi. Se è installato sul computer e non ha API, spesso si passa da file di importazione; se non accetta nemmeno quelli, lo diciamo prima di cominciare.
Serve il codice fiscale anche quando paga un privato?
Se emetti la fattura, sì: per un cliente residente che non agisce come impresa o professionista, la fattura riporta il suo codice fiscale. Va chiesto prima del pagamento, perché Stripe Checkout non ha un campo apposito. Se per la tua attività la fattura al privato serve solo su richiesta, il campo può restare facoltativo.
Cosa succede se il webhook di Stripe non arriva o arriva due volte?
Se il tuo server non risponde, Stripe riprova per un massimo di tre giorni. Può anche consegnare lo stesso evento più volte, quindi il collegamento registra l'identificativo di ogni evento e di ogni pagamento, e per un pagamento emette una sola fattura. Un controllo giornaliero confronta i pagamenti riusciti con le fatture emesse e segnala quelli rimasti senza.
Devo fare l'autofattura per le commissioni di Stripe?
Le commissioni le addebita una società irlandese, e per i servizi ricevuti da un fornitore estero i dati vanno trasmessi allo SdI con un documento TD17 entro il 15 del mese successivo a quello in cui ricevi la fattura di Stripe. Come compilarlo, e con quale natura IVA, lo stabilisce il commercialista; il sistema può prepararlo ogni mese e inviarlo dopo la sua approvazione.
Come si fattura un cliente estero che paga con Stripe?
Con il codice destinatario XXXXXXX: lo SdI riceve la fattura per trasmettere i dati all'Agenzia delle Entrate, e al cliente la mandi tu, di solito in PDF. Per le aziende dell'Unione europea raccogli la partita IVA al checkout, perché cambia il trattamento IVA; il regime da applicare lo verifichi con il commercialista.
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