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SDD SEPA Core o B2B: come funziona l'addebito diretto

Per chi incassa canoni e abbonamenti, l'addebito diretto SEPA toglie al cliente il compito di ricordarsi di pagare. Quando scegliere SDD Core o B2B e come gestire gli insoluti.

In breve

L'addebito diretto SEPA (SDD) incassa dal conto del cliente, che firma una sola volta un mandato. Con lo schema Core, aperto anche ai privati, il cliente può farsi rimborsare ogni addebito entro 8 settimane. Il B2B, riservato a chi non è consumatore, esclude il rimborso di un addebito autorizzato. Senza mandato valido, l'addebito si contesta fino a 13 mesi.

Chi incassa canoni ogni mese lo sa: il servizio è continuo, i pagamenti no. Con l'addebito diretto il pagamento parte alla scadenza.

Le domande diventano altre: quale schema usare, cosa serve per partire, cosa fare quando un addebito torna indietro.

Come funziona l'addebito diretto SEPA

L'addebito diretto SEPA è un incasso avviato dal creditore, cioè da chi deve ricevere il denaro, sulla base di un'autorizzazione firmata dal debitore: il mandato. Funziona solo in euro, e dal 1° febbraio 2014 il regolamento (UE) 260/2012 lo ha reso lo standard per gli addebiti diretti in euro nell'Unione.

I passaggi sono sempre gli stessi:

  1. Il cliente firma il mandato, su carta o online, indicando il suo IBAN.
  2. Prima di ogni addebito gli mandi un preavviso con importo e data. Spesso il preavviso è la fattura stessa.
  3. Presenti l'incasso alla tua banca, che lo fa arrivare alla banca del cliente al più tardi il giorno lavorativo interbancario prima della scadenza.
  4. Alla scadenza il conto del cliente viene addebitato e il tuo accreditato.
  5. Nei giorni successivi l'addebito può ancora tornare indietro: per fondi insufficienti, per un mandato revocato o per una richiesta di rimborso.

Il cliente può pagare da qualunque conto in euro dell'Unione: l'art. 9 dello stesso regolamento vieta a chi incassa di pretendere un conto di un certo Paese.

Il RID bancario è diventato l'SDD

Il RID era l'addebito diretto italiano, e l'SDD Core lo ha sostituito. Molti lo chiamano ancora così, e le vecchie deleghe non vanno rifirmate: secondo le domande frequenti della Banca d'Italia sulla SEPA sono rimaste valide senza che il cliente dovesse fare nulla.

SDD Core e B2B: la differenza sta nel rimborso

La differenza tra SDD Core e B2B che pesa di più sulla gestione degli incassi è il rimborso: nel Core il cliente può riprendersi i soldi, nel B2B no.

SDD Core e SDD B2B sui punti che contano per chi incassa. Fonti: Banca d'Italia, regolamenti degli schemi EPC 2025, documentazione Stripe.
SDD CoreSDD B2B
Chi può pagare cosìConsumatori e aziendeSolo chi non è consumatore
Rimborso di un addebito autorizzatoEntro 8 settimane, senza motivazioneEscluso
Addebito senza mandato validoContestabile entro 13 mesiContestabile entro 13 mesi
Controllo della banca del clienteAddebita se il conto lo permetteSi fa confermare dal cliente i dati del mandato prima di addebitare
Termine per l'insoluto5 giorni lavorativi interbancari dal regolamento3 giorni lavorativi interbancari dal regolamento
Con StripeDisponibileNon disponibile

Per gli addebiti diretti SEPA il D.Lgs. 11/2010 dà a chi paga un diritto "incondizionato" al rimborso (art. 13), da chiedere entro otto settimane dall'addebito (art. 14). Quando chi paga non è un consumatore, la legge permette di rinunciarvi per contratto (art. 2), ed è su questo che si regge il B2B.

Quando conviene il B2B, e quando basta il Core

Il B2B conviene con importi alti e clienti aziendali stabili, quando un rimborso chiesto dopo sette settimane sarebbe un problema di cassa.

Il prezzo lo paga il cliente all'avvio: per il regolamento dello schema B2B la sua banca deve farsi confermare i dati del mandato prima di addebitare, e se il cliente non lo ha fatto il primo incasso viene respinto.

Per importi mensili di qualche decina o centinaio di euro il Core di solito basta, ed è l'unica strada con i consumatori. Il rischio di rimborso si riduce facendo capire al cliente cosa sta pagando: un preavviso chiaro e un nome riconoscibile sull'estratto conto, che è anche il consiglio di Stripe per ridurre le contestazioni.

Cosa serve per partire: codice del creditore, mandato, preavviso

Per incassare con l'addebito diretto servono tre cose: un codice che ti identifica come creditore, un mandato firmato da ogni cliente e un preavviso prima di ogni addebito.

Il codice identificativo del creditore

Il codice identificativo del creditore (Creditor Identifier, o CI) identifica chi incassa in tutta l'area SEPA e compare sul mandato e su ogni addebito. In Italia è lungo 23 caratteri:

  • IT e due cifre di controllo;
  • tre caratteri per il codice di attività del creditore (ZZZ se non lo usi);
  • 16 caratteri per il codice fiscale; se il codice è di 11 cifre, come la partita IVA, lo precedono cinque zeri.

La struttura è nel documento dell'European Payments Council sui codici del creditore; il codice lo chiedi alla banca con cui attivi il servizio di incasso SDD.

Con Stripe all'inizio non serve, perché usa un proprio codice del creditore. Alle aziende con sede nell'Unione, però, consiglia di configurare il proprio: il cliente riconosce meglio l'addebito e lo contesta di meno.

Il mandato: cosa contiene e chi lo conserva

Il mandato è l'autorizzazione del cliente. Contiene il riferimento unico del mandato, il tuo codice del creditore, nome e IBAN del cliente, il tipo di addebito (ricorrente o una tantum) e la data di firma: dati che, per il regolamento 260/2012, viaggiano con ogni incasso.

Si firma su carta o online e lo conservi tu, non la banca. Se per 36 mesi non presenti incassi su un mandato, in tutti e due gli schemi devi annullarlo, e per ripartire ne serve uno nuovo.

Il preavviso di 14 giorni

Prima di ogni addebito il cliente deve sapere quanto pagherà e quando: il regolamento dello schema Core fissa il preavviso a 14 giorni di calendario prima della scadenza, salvo tempi diversi concordati.

Secondo la Banca d'Italia il preavviso si considera dato con l'invio della fattura, e per addebiti ricorrenti basta un solo avviso con importi e date. Il mandato proposto da Stripe riduce il termine a due giorni di calendario, e l'email di avviso, se non la disattivi, la manda Stripe.

Insoluti, storni e rimborsi: cosa può tornare indietro

Un addebito SEPA non è incassato davvero il giorno della scadenza. Può tornare indietro in tre modi, con tempi diversi:

  • rifiuto prima del regolamento, se il cliente o la sua banca lo respingono;
  • insoluto dopo il regolamento, entro 5 giorni lavorativi interbancari nel Core e 3 nel B2B, per fondi insufficienti, conto chiuso, mandato revocato o IBAN errato;
  • rimborso chiesto dal cliente alla sua banca: entro 8 settimane nel Core, fino a 13 mesi in entrambi gli schemi se l'addebito non era autorizzato.

Con Stripe la maggior parte dei rifiuti arriva entro 6 giorni lavorativi dalla presentazione. Il motivo dell'insoluto decide cosa fare:

Cosa fare dopo un insoluto, secondo il motivo.
MotivoNuovo tentativoCosa fare
Fondi insufficientiHa sensoStripe può ritentare da sé, al massimo due volte entro 30 giorni
Mandato revocato o conto chiusoNon serveParlare con il cliente

Se rimborsi tu il cliente, diglielo per iscritto: se chiede il rimborso anche alla sua banca, lo riceve due volte, e il secondo lo paghi tu.

Quanto costa l'addebito diretto SEPA

Il costo dell'addebito diretto SEPA dipende da come incassi: con la tua banca o con un servizio di pagamento come Stripe. Per legge ciascuno paga la propria banca: tu le commissioni del tuo servizio di incasso, il cliente quelle del suo conto (art. 3 del D.Lgs. 11/2010).

Con la banca paghi di solito una commissione per ogni addebito presentato e una per ogni insoluto, più un eventuale costo fisso del servizio. Gli importi cambiano da banca a banca e stanno nel foglio informativo del servizio di incasso SDD: confronta soprattutto il costo degli insoluti.

Tariffe standard pubblicate da Stripe per l'Italia a settembre 2026 (metodi di pagamento locali e tariffe generali).
Con StripeCommissioneSe va male
Addebito diretto SEPA€ 0,35 per addebito€ 3,50 se non riesce, € 15 se contestato
Carta standard dello Spazio economico europeo1,5% + € 0,25€ 20 per contestazione
Stripe Billing, per gestire gli abbonamenti0,7% del volume gestitoCommissioni del metodo usato

Un esempio con un importo mensile di 200 euro per cliente e cento clienti:

35euro al mesecon l'addebito SEPA di Stripe: 0,35 euro per addebito
325euro al mesecon una carta standard europea: 3,25 euro, cioè l'1,5% di 200 più 0,25

Se usi Stripe Billing per gli abbonamenti, lo 0,7% si aggiunge in entrambi i casi.

SDD, carta o bonifico per i pagamenti ricorrenti

Per i pagamenti ricorrenti non c'è un metodo migliore in assoluto tra addebito SEPA, carta con Stripe e bonifico: contano chi paga, quanto e con quale rischio.

Tre modi di incassare un pagamento ricorrente.
Addebito SEPACarta con StripeBonifico
Chi fa partire il pagamentoTu, alla scadenzaTu, alla scadenzaIl cliente
Quando sai che è andato a buon fineDopo alcuni giorni lavorativiSubitoQuando arriva; subito se istantaneo
Cosa può andare stortoInsoluto o rimborsoCarta scaduta, rifiutata o contestataIl cliente dimentica o sbaglia causale
Adatto aCanoni tra aziende e clienti abitualiIscrizioni online e clienti nuoviImporti alti e occasionali

Con i link di pagamento di Stripe crei senza scrivere codice una pagina di pagamento, anche per un abbonamento, e negli abbonamenti Stripe puoi offrire insieme carta e addebito SEPA.

Il limite della carta è la durata: scade o viene sostituita, i nuovi dati non sempre arrivano da soli, e in quel caso il rinnovo non passa finché il cliente non la aggiorna. Un IBAN, di solito, dura quanto il rapporto; con Stripe ogni addebito SEPA ha però un tetto di 10.000 euro.

Il bonifico lascia l'iniziativa al cliente, e quindi i solleciti a te. È però migliorato: per il regolamento (UE) 2024/886, dal 9 ottobre 2025 le banche della zona euro devono permettere di inviare bonifici istantanei, che non possono costare più di quelli ordinari. E devono controllare, prima dell'invio, che il nome del beneficiario corrisponda all'IBAN, avvisando chi paga se non corrisponde.

Dal mandato alla riconciliazione: la catena automatica

L'addebito diretto rende automatici gli incassi solo se sono collegati anche i passaggi intorno. La catena che costruiamo di solito:

  1. Mandato online

    Firmato alla fine del contratto o dell'iscrizione, va nella scheda del cliente.

  2. Fattura

    Parte allo SdI alla data stabilita; se esce con l'anticipo previsto, fa anche da preavviso.

  3. Addebito

    Verso la banca o verso Stripe, senza caricarlo a mano.

  4. Esito

    Se riesce chiude la fattura; se torna indietro la riapre e parte un nuovo tentativo o il sollecito.

Per il vostro tecnico

Verso la banca gli addebiti partono in un file XML ISO 20022; verso Stripe tramite le sue API. Gli esiti della banca o di Stripe tornano nel sistema con il riferimento unico del mandato, che fa da chiave per abbinarli alla fattura senza cercare nomi nelle causali. Secondo il motivo dell'insoluto il sistema programma un nuovo tentativo oppure avvisa l'amministrazione.

L'amministrazione non scorre più l'estratto conto: guarda solo le righe andate male. Il percorso completo è nella pagina su fatturazione elettronica e incassi; per collegare Stripe allo SdI c'è la guida su Stripe e fatturazione elettronica, per il resto dell'amministrazione l'automazione dei processi aziendali.

Se l'accordo con noi prevede un canone mensile, anche quello si paga con addebito SEPA o con carta; le formule possibili sono nella pagina formule e costi.

Domande frequenti

Hai un'altra domanda? Scrivici

Il cliente può revocare il mandato SEPA quando vuole?

Sì, in qualunque momento. Di norma lo comunica a te, ma può anche chiedere alla sua banca di bloccare i tuoi addebiti, e da lì quelli successivi vengono respinti. La revoca ferma il pagamento, non il contratto: i canoni dovuti restano dovuti e vanno incassati in un altro modo. Di solito lo scopri al primo addebito respinto.

Posso cambiare l'importo del canone senza far firmare un nuovo mandato?

Di solito sì: il mandato per addebiti ricorrenti autorizza gli incassi, e il nuovo importo lo comunichi con il preavviso, per esempio con la fattura. Il cliente, però, può aver chiesto alla sua banca un tetto di importo o, nel B2B, il controllo che importo e frequenza corrispondano al mandato: in quei casi l'incasso più alto viene respinto. Prima di un aumento conviene avvisarlo.

Dopo quanti giorni un addebito SEPA si può considerare incassato?

Il denaro arriva alla scadenza, ma può ancora tornare indietro: l'insoluto va regolato entro 5 giorni lavorativi interbancari nel Core e 3 nel B2B, e Stripe consiglia di aspettare almeno 6 giorni lavorativi dalla presentazione. Nel Core resta poi la finestra di 8 settimane per il rimborso.

Si può usare l'addebito diretto SEPA con i clienti privati?

Sì, ma solo con lo schema Core, perché il B2B è riservato a chi non è consumatore. Con i privati il rimborso entro 8 settimane vale sempre, e un preavviso chiaro conta ancora di più.

Le vecchie deleghe RID sono ancora valide?

Sì: con il passaggio al SEPA sono migrate da sole, senza che il cliente dovesse confermarle. Se una delega è ferma da anni conviene però verificarla: un mandato su cui non presenti incassi per 36 mesi va annullato, e per ripartire ne serve uno nuovo.

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