Iperammortamento e software: cosa cambia tra acquisto e abbonamento
Nel 2026 l'iperammortamento vale per il software comprato; quello pagato a canone ne resta fuori. Le regole di settembre 2026 per chi sceglie tra licenza, sviluppo e abbonamento.
| Come paghi il software | Maggiorazione |
|---|---|
| Licenza perpetua | Possibile |
| Sviluppo su commissione | Possibile |
| Leasing finanziario | Sui canoni |
| SaaS, noleggio, canone d'uso | No |
L'iperammortamento 2026 (legge 199/2025, commi 427-436) maggiora del 180% il costo dei beni strumentali nuovi, compresi i software dell'allegato V interconnessi, sulla quota fino a 2,5 milioni, per investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Vale per ammortamento e leasing finanziario; il software a canone ne resta fuori ed è un costo dell'anno. La verifica spetta al commercialista.
Questa guida è per chi deve scegliere come pagare un software gestionale e vuole sapere prima cosa succede in dichiarazione. Riporta le regole in vigore a settembre 2026 con i link ai testi ufficiali, e le domande da portare al commercialista, che resta l'unico a poter dire cosa vale per la tua azienda.
Una premessa: con Automatia l'accordo si fa su misura, a corpo, a canone o misto, e il modo in cui paghi il software pesa anche sul fisco. Per questo conviene leggere queste regole prima di scegliere la formula.
Cosa prevede l'iperammortamento 2026
L'iperammortamento è una maggiorazione del costo di acquisto di un bene che conta ai fini delle imposte sui redditi: chi compra un bene agevolato deduce, negli anni, più di quanto ha pagato. Non è un credito d'imposta e non è un contributo.
Lo prevede la legge 199 del 30 dicembre 2025, all'articolo 1, commi da 427 a 436, per le imprese che investono in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive in Italia. La maggiorazione del costo di acquisizione (comma 427) va per scaglioni:
| Quota dell'investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
| Oltre 2,5 e fino a 10 milioni | 100% |
| Oltre 10 e fino a 20 milioni | 50% |
Su 100.000 euro di software, per esempio, sono 180.000 euro in più da dedurre. Gli scaglioni si calcolano sugli investimenti completati in ciascun anno. Le condizioni principali, nel testo in vigore a settembre 2026:
- il bene è nuovo e compreso negli elenchi dell'allegato IV (beni materiali) o dell'allegato V (software, piattaforme e applicazioni);
- è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
- l'investimento è completato dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028;
- l'impresa manda al GSE una comunicazione preventiva, poi, entro 60 giorni dall'esito positivo, una di conferma, quando ha pagato almeno il 20% del costo come acconto, infine una di completamento entro il 15 novembre 2028;
- una perizia asseverata conferma caratteristiche e interconnessione, e una certificazione contabile conferma le spese.
- Comunicazione preventivaesito positivo
- Comunicazione di confermainviata, 20% pagato
- Perizia e certificazioneda incaricare
- Comunicazione di completamentoentro il 15 novembre 2028
Le modalità sono nel decreto del 7 maggio 2026 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; il riepilogo ufficiale è sulla pagina del Ministero, le comunicazioni passano dalla piattaforma del GSE.
Il beneficio conta dal periodo d'imposta in cui mandi la comunicazione di completamento, se il bene è già in funzione e il GSE ha dato esito positivo. Il comma 428 esclude le imprese in liquidazione o in procedura concorsuale e quelle con sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001; per tutte le altre il beneficio richiede anche il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e il pagamento regolare dei contributi.
Quali software rientrano nell'allegato V
L'allegato V elenca software, piattaforme e applicazioni legati alla produzione, alla logistica e alla filiera. Tra le voci che toccano più spesso un gestionale:
- gestione e coordinamento della produzione, come i sistemi MES e quelli per la manutenzione (lettera d);
- software per accedere a risorse in cloud a supporto della produzione o della supply chain (lettera m);
- gestione della supply chain, anche per il drop-shipping nell'e-commerce (lettera z), e della logistica con i servizi integrati (lettera bb);
- intelligenza artificiale, compresi modelli linguistici, agenti e process mining (lettera dd);
- integrazione tra sistemi IT e OT e spazi di dati condivisi con i partner di filiera (lettera ff);
- piattaforme low-code e no-code per applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo (lettera gg).
Contabilità, fatturazione e CRM non compaiono per nome. Un modulo che riceve gli ordini di lavoro e restituisce avanzamenti e consumi ha argomenti che un programma di sola amministrazione non ha, ma a decidere è la perizia, non il nome che il fornitore dà al prodotto. Senza interconnessione, anche il software giusto resta fuori.
Iperammortamento e software SaaS: perché il canone resta fuori
Un software pagato con un abbonamento non dà diritto all'iperammortamento, anche se fa esattamente quello che descrive l'allegato V. Il comma 427 maggiora il costo di acquisizione "con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria".
Con un SaaS non compri un bene: paghi il diritto di usarlo mese per mese, e non c'è un costo da ammortizzare.
La lettera m dell'allegato V parla di cloud computing, e questo genera confusione. Descrive che cosa fa il software, non come lo paghi: la maggiorazione resta legata a un costo di acquisto da ammortizzare o a un leasing finanziario, e nei commi da 427 a 436 non c'è una regola per i canoni dei servizi cloud. Il noleggio operativo e il canone d'uso restano fuori.
Licenza perpetua, sviluppo su misura o canone: come si contabilizzano
Il modo in cui paghi un software decide il trattamento fiscale più di quello che il software fa. Per una società in contabilità ordinaria il quadro è questo:
| Come lo paghi | In bilancio e in dichiarazione | Iperammortamento |
|---|---|---|
| Licenza d'uso a tempo indeterminato (licenza perpetua) | Bene immateriale ammortizzato negli anni, con quote non superiori al 50% del costo: almeno due esercizi | Possibile, se è nell'allegato V ed è interconnessa |
| Software sviluppato su commissione, con i diritti che passano all'azienda | Di norma come la licenza: si ammortizza | Possibile, alle stesse condizioni |
| Abbonamento, SaaS, noleggio, canone d'uso | Costo dell'esercizio, dedotto quando il canone matura | No |
Il limite del 50% viene dall'articolo 103 del TUIR, che riguarda i diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno, categoria in cui rientra il software.
La regola sui canoni sta nell'articolo 109: le spese per servizi con corrispettivi periodici si considerano sostenute alla data di maturazione dei corrispettivi. Il canone di un software, quindi, è deducibile nell'anno a cui si riferisce, senza piani di ammortamento.
Chi è in regime forfettario non deduce i costi uno per uno: il reddito si calcola applicando ai ricavi un coefficiente di redditività (legge 190/2014, comma 64). Per il fisco, in quel caso, comprare o abbonarsi è indifferente, e resta solo il confronto sui costi.
Dal 2027 cambiano i numeri degli articoli
Dal 1° gennaio 2027 il TUIR lascia il posto al nuovo testo unico delle imposte sui redditi, il D.Lgs. 117/2026. Le regole non cambiano, cambiano i numeri: i beni immateriali passano all'articolo 112, i canoni periodici all'articolo 118 e l'iperammortamento all'articolo 364, con le stesse percentuali, le stesse date e gli elenchi dei beni negli allegati E ed F.
I commi 427-436 della legge 199/2025 vengono abrogati perché il loro testo si sposta lì, non perché l'agevolazione finisce.
Software ad abbonamento o acquistato: i conti su cinque anni
Il software ad abbonamento costa meno all'inizio e porta con sé server, aggiornamenti e assistenza; quello comprato costa di più subito, ma può valere l'iperammortamento. Il confronto ha senso solo sullo stesso orizzonte e con le stesse voci.
Qui sotto un esempio con numeri inventati, non prezzi nostri: un modulo di pianificazione della produzione interconnesso alle macchine, per una società che chiude in utile.
| Voce | A. Acquisto on premise o licenza | B. Abbonamento |
|---|---|---|
| Avvio | € 40.000 di licenza e sviluppo | € 3.000 di configurazione |
| Ogni anno | € 6.000 tra manutenzione, server e backup | € 1.100 × 12 mesi = € 13.200 |
| Totale a 5 anni | € 70.000 | € 69.000 |
| Maggiorazione del 180% | € 72.000 in più da dedurre, in quote | Non spetta |
| Imposte in meno, con IRES al 24% | fino a € 17.280, se ci sono utili | – |
| Da mettere nel conto | Perizia, certificazione contabile, comunicazioni al GSE | Nessun adempimento |
Senza la maggiorazione le due strade si equivalgono. Con la maggiorazione vince l'acquisto, a tre condizioni:
- che la società abbia utili su cui dedurre;
- che il software sia davvero nell'allegato V e interconnesso;
- che perizia e certificazione non assorbano la differenza.
Cambia anche il ritmo: l'abbonamento si deduce anno per anno, il costo d'acquisto con l'ammortamento. L'aliquota del 24% è quella ordinaria dell'articolo 77 del TUIR.
Nel confronto tra SaaS e on premise contano anche voci che non stanno in tabella. Per l'abbonamento: meno cassa all'inizio, server e aggiornamenti compresi, chi sviluppa resta legato al funzionamento nel tempo. Per l'acquisto: l'agevolazione, e nessun costo d'uso dopo l'ultimo pagamento, anche se la manutenzione resta. Le cifre di mercato sono nella guida quanto costa un gestionale su misura.
Cosa succede ai dati, al software e al dominio quando smetti di pagare
Quando smetti di pagare un abbonamento perdi l'accesso al software; i dati invece devono poter uscire, e il contratto deve dire come. È una domanda da fare prima di firmare.
- Dati: chiedi in quali formati li ricevi, in quanto tempo e se l'esportazione è compresa nel prezzo. CSV, Excel e JSON si aprono con qualunque altro programma.
- Software: con un abbonamento resta al fornitore, salvo patti diversi; con una licenza perpetua continui a usarlo, ma aggiornamenti e assistenza si pagano a parte. Il tema del codice è trattato nella guida sulla proprietà del codice sorgente.
- Sito web pagato ogni mese: il dominio deve risultare intestato alla tua azienda, e testi e foto che hai fornito restano tuoi. Se il dominio è intestato all'agenzia, alla disdetta il sito può sparire insieme all'indirizzo. Le altre verifiche sono nella pagina sui siti web aziendali.
- Disdetta: se puoi disdire quando vuoi lo dice il contratto, non la formula. Durata minima, rinnovo automatico, preavviso e penali si leggono lì, non nella presentazione commerciale.
La formula dell'accordo e l'iperammortamento
Con Automatia l'accordo si fa su misura: sviluppo a corpo, canone mensile o una formula mista, scelti insieme dopo l'analisi e scritti nella proposta. Per come sono scritte oggi le regole, la parte pagata a canone è un costo d'esercizio e non dà diritto all'iperammortamento. Come inquadrare lo sviluppo pagato a corpo e gli eventuali costi di avvio lo decide il commercialista, contratto alla mano.
Può quindi succedere che per te convenga comprare. Una società in utile che investe in un software di produzione da allegato V, e ha già un perito e un revisore di riferimento, può risparmiare di IRES fino a circa il 43% del costo (il 180% di maggiorazione per il 24% di aliquota), distribuito negli anni dell'ammortamento.
Se è il tuo caso, dillo nella prima chiamata: lo valutiamo insieme al tuo commercialista prima di scegliere la formula, e ti diciamo quale strada conviene. Le formule possibili sono spiegate nella pagina formule e costi; i servizi sono quelli dei gestionali su misura e del software ERP su misura.
Cosa chiedere al commercialista prima di firmare
- Il software rientra in una voce dell'allegato V, e chi può firmare la perizia?
- L'investimento si può completare, interconnessione compresa, entro il 30 settembre 2028?
- Negli anni dell'ammortamento l'azienda avrà utili su cui far valere la maggiorazione?
- Quanto costano perizia e certificazione contabile rispetto al risparmio atteso?
- Il contratto è un acquisto, un leasing o un servizio, e come si trattano i costi di avvio?
Se il dubbio è a monte, cioè se ti serve un software su misura o ne basta uno pronto, parti dalla guida gestionale su misura o standard. Questa pagina descrive la situazione di settembre 2026: le regole cambiano con le leggi di bilancio, e ogni decisione va verificata con il commercialista.
Domande frequenti
Un libero professionista può usare l'iperammortamento sul software?
No. Il comma 427 della legge 199/2025 riserva la maggiorazione ai soggetti titolari di reddito d'impresa, quindi un professionista con reddito di lavoro autonomo ne resta fuori, anche se il software è nell'allegato V. Per lui la scelta tra acquisto e abbonamento si fa sul costo totale e sulle condizioni del contratto.
Serve la perizia anche per un software da poche migliaia di euro?
Il decreto del 7 maggio 2026 non prevede soglie: servono una perizia asseverata di un ingegnere o di un perito industriale, oppure l'attestazione di un ente di certificazione accreditato, e una certificazione contabile di un revisore legale. Su un importo piccolo il costo di questi documenti può assorbire buona parte del vantaggio, quindi fai il conto prima di avviare le comunicazioni al GSE.
Se pago il software in leasing vale l'iperammortamento?
Sì, la maggiorazione vale anche per i canoni di locazione finanziaria. Il decreto del 7 maggio 2026 considera raggiunto l'acconto del 20% con la firma del contratto di leasing e con l'ordine della società di leasing al fornitore; la comunicazione di conferma al GSE va inviata comunque. Il noleggio operativo e il canone d'uso non sono leasing finanziario e restano fuori.
Posso vendere o sostituire un software comprato con l'iperammortamento?
Se lo vendi mentre stai ancora usando la maggiorazione, mantieni le quote residue solo se nello stesso periodo d'imposta lo sostituisci con un bene nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori; se costa meno, il beneficio prosegue fino al costo del nuovo investimento. Il comma 432 della legge 199/2025 parla testualmente di "bene materiale strumentale nuovo": per un software è un punto da chiarire con il commercialista prima di cambiare.
Un sito web o un e-commerce rientrano nell'iperammortamento?
Un sito vetrina non compare nell'allegato V. Compaiono invece i sistemi di gestione della supply chain, anche per il drop-shipping nell'e-commerce, e le piattaforme per la logistica integrata: un negozio online collegato a magazzino e fornitori può avere argomenti, da far valutare al perito. Un sito pagato a canone resta fuori, come ogni canone d'uso.
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